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Fantastico Mastantuono
Da uno dei disegnatori più amati del panorama italiano e dalla acclamata scrittrice francese Sylviane Corgiat, nasce una serie destinata ai più esigenti appassionati del genere fantasy... e a tutti i cultori del fumetto di qualità.
“Il gioco dei corpi celesti”, primo tomo della serie “Elias il maledetto”, ci trasporta in un mondo dove il potere della magia è uno strumento di predominio politico e religioso, e i maghi In questo primo volume la narrazione scorre veloce sui binari dell’avventura, riservandoci interludi drammatici e umoristici miscelati ad arte, nei quali si muove una galleria di personaggi eterogeni e ben caratterizzati. Ne sono protagonisti un cavaliere taciturno, una sensuale donna/medico e un nano ficcanaso dall’indole curiosa, voce narrante della vicenda.
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Introduzione a “Il gioco dei corpi celesti”

È un’armata inarrestabile quella che percorre i continenti dando battaglia agli stregoni. Elias il conquistatore, il tirannico sovrano da poco salito al trono, sembra voler estirpare il potere della magia dal mondo intero. O intende forse impadronirsene per i suoi scopi?
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Può un solo uomo tenere in scacco per giorni un intero esercito? La risposta è sì, se l’uomo in questione è lo stregone Melchior. Ma Elias non può accettare la sconfitta e così si addentra nella fortezza del mago in compagnia soltanto della sua spada e delle magiche tavolette del gioco dei corpi celesti. Melchior lo aspetta. E Melchior ha in serbo per lui un terribile incantesimo.
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Anni dopo, la storia di come re Elias svanì nel nulla dopo la battaglia con Melchior si racconta ancora intorno al fuoco dei bivacchi. La conosce anche Bertil, il piccoletto ingiustamente condannato a morte dai membri troppo irascibili di un convoglio commerciale diretto a Tiji-Bass.
L’esecuzione viene impedita da un cavaliere cupo in volto che accetta di unirsi alla carovana per proteggerne il cammino.
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Il cavaliere tace i suoi i propositi. Cosa lo spinge a rischiare la vita nella grande città di Tiji-Bass, flagellata dalla peste rossa? Dice di essere avere affari privati da sbrigare con uno stregone che forse vi risiede. Lo sta cercando da molto tempo, conducendo una vita girovaga, difendendosi dalle insidie del mondo con l’aiuto della sua spada e delle magiche tavolette del gioco dei corpi celesti...
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Gli
autori
Corrado Mastantuono
Versatilità è il suo secondo nome. Corrado Mastantuono, nato a Roma nel 1962, dà il massimo nel disegno umoristico come in quello realistico, passando con atletica disinvoltura per tutti i gradi del grottesco.
Dopo essersi diplomato presso “L’Istituto Nazionale per la Cinematografia e la Televisione” muove i primi passi nel campo dell’animazione, dove il suo stile si forma e consolida. Nel 1990 passa al fumetto, debuttando su “L’Eternauta”, gloriosa rivista antologica che stampava autori europei e sudamericani. Giovan Battista Carpi lo introduce alla Disney Italia nello steso anno. Col tempo diverrà uno degli autori di punta di questa Casa editrice, dove porta la sua inconfondibile impronta stilistica attirando l’apprezzamento di pubblica e critica in pari misura.
Collabora quindi con la Casa editrice Comic Art, per cui rielabora graficamente “l’icona” fumettistica Yellow Kid. Sulla rivista omonima pubblica le graffianti tavole autoconclusive “Il teatro dell’assurdo” di cui scrive anche i testi (1995).
La Sergio Bonelli Editore lo inserisce nel suo parco disegnatori affidandogli Nick Raider, di cui diverrà in seguito copertinista. Attualmente Mastantuono è autore, sempre per Bonelli, anche delle copertine di Magico Vento, le cui storie disegna regolarmente.
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Sylviane Corgiat
Nata nel 1955, debutta pubblicando una ventina di racconti e una dozzina di romanzi di fantascienza tra il 1980 e il 1989, per lo più scritti in collaborazione con Bruno Lecigne. In seguito si interessa al poliziesco e alla narrativa per ragazzi, prima di imporsi come sceneggiatrice per la televisione francese (è autrice delle serie “Navarro” e “Le crim”)
Nel 2004 entra in grande stile nel mondo dei fumetti con la sceneggiatura della serie storica “Lune d’ombre”. È quindi la volta di “Elias le maudit”.
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Intervista a Corrado Mastantuono
Come è nato il progetto di Elias?
Con l'aiuto prezioso di Katja Centomo (Red Wale) avevo avuto un contatto con la casa editrice Les Humanoides Associés. Visionato il mio materiale italiano si dissero interessati a realizzare una serie di cartonati.
Il primo soggetto della casa editrice francese non mi entusiasmò, una trama pseudo-romantica dal vago sapore ottocentesco ambientata nel futuro. Quando mi proposero il fantasy di "Elias il maledetto" mi trovai fortemente in imbarazzo. Accettai con riluttanza nel timore che non mi sarebbe stata data una terza possibilità.
Solo col tempo, lavorando sui personaggi, affezionandomi ai mille risvolti della storia, provando e riprovando per arrivare a una chiave stilistica che fosse adatta al mercato francese senza snaturarmi, ho potuto apprezzare Elias e il suo mondo.
Metodologia di lavoro: con l'editore francese, con la sceneggiatrice, con il colorista.
I miei contatti sono stati da subito col direttore della Les Humanoides Associés. Brunò Lecigne è una persona deliziosa che, fin da subito, mi ha lasciato tutta la libertà di cambiare, sostituire, trasformare pagine e vignette a mio piacimento.
Man mano che inviavo in visione le tavole Brunò non ha fatto altro che complimentarsi usando aggettivi esagerati a cui non mi abituerò mai. Che cosa c'era sotto? Inspiegabilmente mi hanno anche pagato.
Certo, ho sentito tutto il peso della responsabilità di realizzare un albo di un genere mai affrontato prima per un mercato straniero dai meccanismi oscuri ma questa iniezione di fiducia è servita per affrontare questo viaggio faticoso nel migliore dei modi.
Silvianne Corgiat, scrittrice di romanzi e sceneggiature per film ma esordiente nei fumetti, è stata molto attenta a distribuire i ritmi giusti a ogni sequenza e ha accolto l'idea che cambiassi qualcosa per rendere tutto più scorrevole con intelligente spirito collaborativo. Sia il suo lavoro che quello del colorista Jean-Jaques Rouger è stato curato e attento.
Jean-Jaques è subentrato in un secondo momento. Inizialmente i colori della storia erano stati affidati a un'altro autore francese di cui non ricordo il nome. "Siamo fieri di essere riusciti a strapparlo alla concorrenza!" fu il biglietto da visita di quest'ultimo. Pare che fosse un vero fenomeno ma quando vidi le prime prove di colore ebbi un tuffo al cuore. Le tavole erano lavorate in maniera sbrigativa con un uso spropositato di areografo. Cercai di manifestare le mie perplessità con misura, senza urtare la sensibilità dell'autore. Per molto tempo non seppi più nulla dei colori dell'albo.
Solo un anno dopo Brunò mi confessò che quelle prove non avevano convinto loro per primi e, nonostante fossero già state prodotte una ventina di tavole a colori, si ricominciò da zero puntando su un giovane esordiente, Jean-Jaques Rouger. Mi innamorai subito del suo lavoro fatto con personalità e buon gusto.
Mi divertiva che a realizzare quell'albo fossero tre esordienti. Io nel mercato francese, Silvianne nei fumetti, Jean-Jack nel mondo del lavoro.
Commenti sulla sceneggiatura?
Come spiegavo, Silvianne non aveva mai sceneggiato prima e non ha potuto del tutto evitare alcuni errori classici di chi non ha potuto approfondire quel linguaggio specifico: duplice azione nella stessa vignetta, troppe vignette con troppi ballon, ecc. ma la storia scorreva bene e non ho avuto difficoltà a farmi coinvolgere dalle atmosfere rarefatte e cadenti della sua narrazione ricca e evocativa.
Per raffigurare il mondo di Elias hai adottato particolari riferimenti tematici e stilistici?
No. Tutta la libertà del mondo. Un ambiente medievale fuso a elementi meccanici e moderni. Antico e moderno in una collocazione temporale impossibile da effettuare. Nessun tipo di documentazione, neanche iconografica per non aver nessun tipo di condizionamento. L'idea di non studiare la produzione del fumetto fantasy con i suoi stilemi e il suo linguaggio visivo nasce proprio dall'esigenza di non ripetere un percorso tracciato da altri. Conservare il sapore del genere affrontandolo con gli occhi sgombri da immagini, solo un pizzico di memoria. Spero che il prodotto risulti per questo sufficientemente originale senza per questo tradire le attese degli amanti del fantasy.
Il tuo punto di vista sul genere fantasy.
E' un genere che ci propone, sia in campo letterario che cinematografico, dei capolavori. Personalmente sono dell'idea che non si possano classificare i generi. E' all'interno dei generi che possono svilupparsi delle opere raffinate o dei bidoni immondi. Diciamo che tendo a innamorarmi della singola opera senza tenere conto del genere a cui appartiene. E' vero però che il fantasy propone a un autore una sconfinata libertà esplorativa e creativa che altrove è inattuabile.
Prospettive di sviluppo per "Elias il maledetto". Una serie di quanti volumi?
Ho letto il plot dell'intera saga e vi assicuro che il primo volume di "Elias il maledetto" dà solo un piccolo assaggio sulle potenzialità di un intreccio intrigato e affascinante. E' una storia su come affrontare il disagio di un destino che cambia i connotati alla nostra vita oltre che a noi stessi. Il dolore che porta alla crescita e alla consapevolezza. Piano piano scopriremo la storia di tutti i protagonisti, la ragazza medico Evangele, il gigante Araneo, l'irresistibile Bertil e la loro struggente umanità.
Se non ricordo male la saga dovrebbe esaurirsi in tre libri.
I tuoi interessi extrafumettistici? Letture, visioni, ascolti...
Tutto ciò che riesce a scaldare il cuore. Cinema, mostre, bellissima l'ultima che ho visto su Degas, libri, limitatamente al tempo che il tanto lavoro concede, ma anche il disimpegno di una radio pop che accompagna a basso volume le mie giornate.
Domanda vaghissima e impegnativa. Come vedi il fumetto italiano negli ultimi tempi?
"C'è crisi!". E' un ritornello che mi sento ripetere da sempre. Certo, il momento non è dei più rosei per la deriva economica che il paese sta attraversando e per la miriade di distrazioni, play-station, DVD, VHS, giochi di ruolo e quant'altro, che un ragazzino può avere ai nostri giorni ma ritengo il fumetto un media che nella sua unicità manterrà delle posizioni di privilegio nelle attenzioni del giovane pubblico. L'uscita di una moltitudine di lungometraggi di successo legati al fumetto super-eroistico americano, X-men, Spiderman, Devil, Hulk, Hellboy...non è che un piccolo aspetto dell'enorme potenzialità ancora inespressa. Non nego che ci sia una stasi preoccupante nel panorama italiano che ripete clichè produttivi sulla scia di albi di successo ma fenomeni come quello francese o la rinascita di quello statunitense confermano che, di fronte a prodotti di qualità, i ragazzi sono ancora molto attenti.
Progetti futuri.
Ahimè, è già due anni che sono al lavoro su un "Texone" e sono solo alla metà dell'opera. Comunque, oltre al secondo libro già in lavorazione di "Elias il maledetto", c'è una buona possibilità che vada in porto sempre con Les Humanoides Associés un progetto umoristico,"Le petit Pierre", da realizzare a quattro mani con Stefano Intini. In questo caso mi occuperei solo dell'aspetto letterario mentre i disegni impegnerebbero il bravissimo Stefano. Le copertine mensili di Magico Vento, Blek, Miki e di varie manifestazioni fumettistiche assorbono il resto del tempo.
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